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La mia Biografia
La mia storia, la mia vita, raccontata passo dopo passo da mia moglie Michela
Un marito, un papà, un calciatore
raccontato da Michela Di Meglio
Non è facile raccontare in poche righe una vita vissuta accanto ad un calciatore. Gli impegni, le delusioni, gli infortuni ma anche le soddisfazioni, le gioie e l’affetto di tanti amici hanno sempre fatto parte del nostro mondo. Un mondo meraviglioso sì, ma normale. Antonio è nato il 18 giugno 1983 a Napoli. Ha vissuto con mamma Assunta e papà Armando fino all’età di 19 anni nel suo amato Rione Traiano con la sorella Maria di quattro anni più giovane.
La nostra conoscenza risale ai tempi dell’infanzia. Ricordo ancora quando, all’età di due anni, la madre di Antonio, parrucchiera, mi fece il primo taglio di capelli! Per un anno frequentammo assieme le medie alla statale “Augusto” in via Terracina. Ho ben presente come in quel periodo passasse le prime due ore di lezione: in silenzio a leggere le testate sportive che i bidelli gli procuravano, ben sapendo che giocava nelle giovanili del Napoli. Finite le medie, ci perdemmo un po’ di vista. Io andai alle scuole superiori e cambiai giro di amici. Antonio si dedicò esclusivamente al calcio. Le occasioni d’incontro, però, non mancavano. Nei pomeriggi ci incrociavamo per strada e, ogni volta, nei nostri sguardi, scattava qualcosa. Fu lui a farsi avanti per primo ma allora eravamo giovani e la storia durò pochissimo. L’anno seguente, lo stesso giorno in cui ci lasciammo, gli inviai un sms per dirgli cosa provavo per lui. Da li a poco ci fidanzammo ufficialmente. Io avevo solo 16 anni e lui 17.

I primi due anni di fidanzamento passarono in fretta. Le uscite, gli amici e ovviamente il calcio…sempre presente nella nostra storia. Come dimenticare le emozioni provate allo stadio Olimpico nell’assistere al debutto in serie A con la maglia del Napoli contro la Roma. C’era tutta la sua famiglia… ancora oggi provo gioia nel ripensare a quei momenti. Poi arrivarono le prime difficoltà. Il Napoli stava attraversando un periodo burrascoso. Ci consigliarono di non uscire di casa durante il tempo libero. Fummo così costretti ad inventarci le serate. A volte invitavamo i genitori per una partita a carte, altre sfidavamo gli amici nei giochi di società o alla Playstation. Con il trasferimento di Antonio alla Sampdoria, per ovvi motivi di lontananza, decidemmo di andare a convivere. Il primo periodo non fu facile: rispettare gli spazi altrui risultò quasi impossibile, poi con il passare dei mesi trovammo il giusto equilibrio a tal punto che a fine stagione, quando tornammo a Napoli, fu dura riadattarsi alla vita quotidiana con le rispettive famiglie. L’attesa per il fallimento del Napoli ed il prestito alla Sampdoria non furono momenti felici, tanto che anche il nostro rapporto ne risentì.
La chiamata in Nazionale, il goal con la maglia azzurra e l’ingaggio con il Perugia riportano nuova serenità. L’avventura nella nuova città riservò momenti di frustrazione e di seria preoccupazione, specie per l’infortunio di Antonio. Di quel periodo, uno dei pochi momenti felici fu quando scoprimmo di aspettare la nostra primogenita Aurora. Non potrò mai scordare quel mattino. Antonio ancora dormiva. Io scesi con mia suocera per fare la spesa e mi fermai in farmacia per comprare il test di gravidanza. Arrivai a casa, feci il test e corsi in camera a sussurrargli all’orecchio: “Auguri Papà!!!”. Rimase senza parole.

Ripreso dall’infortunio iniziò la stagione al Perugia. Un periodo per me movimentato a causa dei frequenti viaggi a Napoli per i controlli medici della gravidanza. 18 maggio 2005, ore 8.55: Aurora decise di presentarsi al mondo. Papà Antonio era impegnato a disputare i play-off e non poté lasciare Perugia. Passò ugualmente tutta la notte al telefono per sapere le varie fasi del travaglio. Riuscì a venire a Napoli quattro giorni dopo: ci trovò serene, entrambe già a casa.
Dopo il fallimento del Perugia arrivò l’Arezzo… nuovo trasloco e nuova città. Aurora rivoluzionò il modo di vivere e l’organizzazione delle giornate in casa e fuori casa. La portai a tutte le partite disputate a Perugina, anche in condizioni di pioggia, neve e grandine. Antonio diceva che ero pazza ma secondo me l’abitudine al freddo portò solo benefici alla piccola. Nel gennaio 2006 decidemmo di ufficializzare la nostra unione con il matrimonio: in Comune ad Arezzo prima, in chiesa a Napoli l’anno successivo. Durante la festa, Antonio fece un gesto inaspettato: lesse davanti a tutti una sua lettera sul nostro amore... fu un momento indescrivibile!

Il passaggio all’Udinese portò con sé la nascita della secondogenita Ginevra, il nostro piccolo terremoto. Il ritiro per la prima partita di campionato lo tenne di nuovo lontano dalla sala parto. A Udine abbiamo trovato l’isola felice… abbiamo acquistato la casa dei nostri sogni e con le bimbe stiamo creando una meravigliosa sfera familiare. Le giornate sono scandite dagli impegni scolastici delle bimbe, dai momenti di svago e soprattutto dalle serate in casa con la famiglia al completo, compresi i nostri 3 chihuahua e il bulldog femmina. I compleanni, le feste, le vacanze e le visite ai nonni e ai familiari sono in funzione del lavoro di Antonio…Le nostre famiglie ci stanno vicino come possono, visti gli impegni e la distanza che ci separa. A casa ci facciamo aiutare dai nostri genitori quando vengono a trovarci, e da Paolo, che per noi è come un secondo padre.
Con le bimbe…Antonio è fantastico. Premuroso e affettuoso, non vuole far pesar loro i suoi malumori. Cerca di non trascurarle e di non fargli mancare nulla. La nostra famiglia??? Una famiglia normale con solidi valori e abitudini assolutamente comuni che cerca di vivere al meglio una vita tranquilla.







