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La mia Carriera
La carriera calcistica di Antonio Floro Flores, racconta anno per anno da Paolo Palermo
Napoli (Serie A)
Campionato
Presenze: 2
Coppa Italia
Presenze: 1
Nazionale
Under 17
Presenze: 1
Reti: 2
Under 18
Presenze: 4
Reti: 2
Under 19
Presenze: 5
L’Infanzia di Antonio Floro Flores
Aveva solo 13 anni ma la stoffa era quella di un campione, portato in palmo di mano sia dagli allenatori che dal presidente Mario Sommella. Un bimbo schivo e costantemente con il broncio, specie quando qualcuno gli rivolgeva la parola.
Ci fu un raduno organizzato per alcune società professionistiche: il Cosenza, il Venezia ed il Genoa, rispettivamente rappresentate da Ciccio Marino, Valter Malerba e Claudio Onofri.
Disputò un primo tempo così strepitoso che furono costretti a richiamarlo in panchina per permettere agli osservatori di concentrarsi anche su gli altri ragazzi. Su di lui c’erano anche gli occhi della Salernitana...
Prima di decidere in quale squadra Antonio avesse potuto maturare esperienze si era fatto avanti anche il Torino (nonostante avesse già acquistato Quagliarella e Calaiò). Su di lui ci furono vari interessi dall’allora allenatore degli allievi sperimentali Gigi Caffarelli, il quale, conoscendo bene Antonio, pressava il Napoli affinchè lo acquistasse. Così attraverso il responsabile del settore giovanile Enzo Montefusco si concretizzò la proposta per prendere il ragazzo. Senza esitare Antonio scelse la squadra partenopea, di cui era anche tifoso innamorato, e fu ceduto dal Posillipo al Napoli per la modica cifra di 10 milioni delle vecchie lire.
Il Napoli
Antonio inizialmente giocò nella categoria Allievi sperimentali poi, nello stesso anno, approdò agli Allievi nazionali con non pochi problemi di ambientamento, poi a seguito di un infortunio alla tibia, restò fermo per un periodo di tempo. La madre confidò di essere affetta da una malattia ereditaria, l’ipertemia maligna e temeva di averla trasmessa ad Antonio. Montefusco, venuto a conoscenza di questo presunto problema, tentennava nel acquisire o liberare il ragazzo. Antonio avrebbe dovuto fare delle analisi che successivamente scongiurarono ogni ipotesi negativa: Antonio era sanissimo.
Le resistenze della Roma
A lui si interessò anche Franco Baldini, allora direttore sportivo della Roma. Gli fu raccontato di Antonio, un ragazzo della Primavera molto interessante e gli fu chiesto di visionarlo. Baldini era impegnato con la prima squadra ma quando seppe che il ragazzo avrebbe giocato a Trigoria contro la sua Primavera, lo fece esaminare direttamente dall’allenatore Zeman, che si trovava lì per l’occasione.
L’esordio in Serie A
Verso la fine della stagione del secondo anno al Napoli, Antonio passò alla Primavera. Indimenticabile il gol in semifinale di Coppa Italia segnato contro l'Atalanta contro calciatori che avevano quattro anni più di lui.
Alla fine della stagione calcistica, successe una cosa inaspettata: l’interesse di Gigi Pavarese e Filippo Fusco, rispettivamente Direttore sportivo e Direttore generale della prima squadra del Napoli, allora allenata da Zeman.
Aveva appena 16 anni e mezzo quando firmò il primo contratto da professionista, guadagnando 1 milione 800 mila lire al mese per 5 anni.
C’era il rischio,improbabile, che Antonio si potesse montare la testa, considerato che sarebbe presto ritornato a giocare con i suoi coetanei alla Primavera.
Lo stesso anno debuttò in Seria A contro la Roma. Aveva 17 anni e in panchina sedeva Mondonico, subentrato a Zeman. Giocò circa 20 minuti sotto la stretta marcatura di Samuel, dandogli filo da torcere.
Paolo Palermo
Napoli (Serie B)
Campionato
Presenze: 14
Coppa Italia
Presenze: 2
Nazionale
Under 20
Presenze: 1
La Serie B
Nel 2001 Antonio esordì da titolare contro il Milan. Quell’anno però il Napoli retrocesse in B. Dopo il ritiro precampionato fino a gennaio 2002, collezionò 12 presenze. In quel periodo fu richiesto da squadre di C1 come il Livorno, la Pistoiese e l'Arezzo ma Antonio rimase a Napoli fino alla fine del campionato. L'allenatore De Canio non lo fece giocare molto, tuttavia riuscì a strappare un contratto economico molto soddisfacente.
La giovane età di Antonio fu la causa di molti suoi capricci. Pensava che il mondo fosse suo i soldi che guadagnava li potesse spendere per cose inutili. In quel momento di difficoltà, caratterizzato anche da molte critiche sulle sue qualità, fu il papà Armando, ad aiutarlo più di tutti perché il ragazzo prometteva molto dal punto di vista tecnico.
Paolo Palermo
Napoli (Serie B)
Campionato
Presenze: 32
Reti: 2
Coppa Italia
Presenze: 3
Nazionale
Under 21
Presenze: 1
Il secondo anno in B, con Colomba in panchina, giocò con più continuità. Il subentrato Scoglio, dichiarò alla stampa che il suo Napoli sarebbe ripartito da Floro Flores; lo fece invece giocare col contagocce. Antonio collezionò 32 presenze e due goal. Paolo Palermo
Napoli (Serie B)
Campionato
Presenze: 14
Reti: 1
Coppa Italia
Presenze: 1
Solo 14 le presenze quando ad allenare fu chiamato Simoni.
Nella sessione del mercato di riparazione a gennaio fu contattato dall’allora d.s. Perinetti il quale confermò che Simoni, causa la giovane età del calciatore, difficilmente avrebbe fatto giocare Antonio nella seconda parte del campionato.
La società gli propone quindi, un prestito di 6 mesi in squadre di serie B e addirittura di C1. Antonio, però, fu mandato alla Sampdoria, che militava nel massimo campionato di seria A che aveva bisogno di un giovane promettente ed ambizioso come Antonio vista la squalifica di Flachi.
Paolo Palermo
Sampdoria (Serie A)
Campionato
Presenze: 4
Reti: 1
Nazionale
Under 21
Presenze: 2
Il trasferimento a Genova segnò un percorso di maturazione fondamentale per la vita e la carriera di Antonio. Iniziò la convivenza con la fidanzata Michela ed ebbe la possibilità di vivere uno spogliatoio con calciatori come Bettarini, Flachi, Volpi e Palombo, sotto l’occhio vigile del mister Walter Novellino.
Collezionò soltanto 4 presenze e siglò la prima rete in serie A in una domenica di pioggia contro il Parma.
Il finale di stagione si concluse con un episodio che vale la pena essere raccontato.
Antonio andò alla Samp con la formula del prestito gratuito e con il diritto, a fine stagione, di riscattare la metà del cartellino per la cifra di 900 milioni di lire.
Prima che finisse la stagione si iniziò a parlare con la società sulle reali intenzioni sul riscatto. In un primo momento fecero capire che sicuramente avrebbero riscattato la metà del cartellino di Antonio. Nel frattempo iniziarono, intanto, a trapelare le prime voci sul fallimento del Napoli. La Sampdoria avrebbe così avuto l’intera proprietà del cartellino pagandone soltanto la metà, ma contrariamente a quanto avessero assicurato, la Samp non aderì al diritto di riscatto e dall’oggi al domani Antonio si trovò disoccupato.
Paolo Palermo
Perugia (Serie B)
Campionato
Presenze: 27
Reti: 8
Nazionale
Under 21
Presenze: 2
Reti: 1
L’angoscia di un futuro incerto
Antonio non si capacitò sul comportamento dei dirigenti della Samp. Restò molto deluso dalla vicenda.
Quella fu un’estate molto sofferta: da un lato c'era la delusione personale dell'accaduto, dall'altro la speranza di trovare una soluzione ottimale per un nuovo contratto di lavoro. Antonio si allenò da solo. Le proposte che arrivarono da varie società non portarono a nulla di concreto e di interessante. Passarono i giorni finché un pomeriggio spuntò il tanto atteso raggio di sole.
La telefonata di Gentile
Squillò il telefono: era Gentile, allenatore della Nazionale Under 21. La proposta fu sorprendente: chiese ad Antonio se se la sentiva di andare in Moldavia per la gara di qualificazione agli Europei.
Lui risposte di essere poco allenato ma si mise a disposizione. Detto fatto: arrivò la convocazione, un’occasione unica per tornare ai massimi livelli, specie se avesse segnato un gol.
Antonio partì. Il giorno prima del match chiamò il presidente della Lazio, Lotito, per un incontro nel pomeriggio. Lo stesso, purtroppo, non ebbe esito positivo.
Il gol tanto atteso
Finì il primo tempo ma Antonio non era ancora della partita.
A venti minuti dalla fine ci fu l’entrata di Antonio. Lo score era fermo sullo 0 a 0 e per qualificarsi l’Italia era obbligata alla vittoria... e intanto i minuti passavano…
Calcio d’angolo e ci fu il gol di Antonio.
Quello fu un giorno memorabile.
Il Perugia
Dal giorno seguente l’avvocato riferiva che le proposte di contratto diventavano più concrete ma nel cuore di Antonio c'era sempre la speranza di una chiamata del nuovo Napoli, che si accingeva ad iniziare la stagione in C1.
Erano i primi di settembre il nuovo Napoli, gestione De Laurentis, non era intenzionato ad acquistare calciatori della vecchia gestione.
Si aspettò tutto questo tempo in attesa di una richiesta concreta di una squadra di serie A. non avendo fatto molto in seria A appunto, bisognava trovare una società che credesse nel giovane in prospettiva futura.
Si decise allora di accettare la proposta del Perugia, allenato da Stefano Colantuono. L’inizio stagione non fu dei migliori anche perché non era andato in ritiro precampionato, fondamentale per un atleta. Il Perugia aveva costruito la squadra per vincere il campionato ma Colantuono era molto severo con Antonio e lo rimproverava di continuo.
Antonio in partita non rendeva al massimo perché sentiva dei al bicipite femorale. Nonostante lo avesse comunicato al mister e alla società, tutti pensavano che quel dolore fosse frutto della sua fantasia. In realtà si trattò di uno strappo muscolare di 3 centimetri.
Dopo continue insistenze il Presidente Alessandro Gaucci fu invitato a fare tutto il possibile, assieme al suo staff medico, per rimetterlo in sesto al più presto..
In quell’anno soffrì molto.. del resto, come potevo dargli torto. Da un momento all'altro si era ritrovato disoccupato, senza squadra, senza soldi, con la macchina da pagare, una ristrutturazione da fare e con il padre senza lavoro: un periodo bruttissimo.
Con l'amore della fidanzata che stava sempre con lui si riprese e dopo 2 mesi rientrò in campo.
Galvanizzato anche dalla notizia dell’attesa della sua primogenita, segnò in trasferta un gran gol contro il Cesena. Iniziò in quel momento la sua riscossa, contro tutto e contro tutti.
Siglò il settimo gol ad Ascoli , quasi alla fine della stagione.
Finì la stagione in crescendo, disputando partite strepitose. Con i suoi gol, il Perugia si ritrovò primo assieme al Torino. Andarono allo spareggio per la conquista della serie A. Purtroppo persero ai supplementari, ma fu un finale di stagione strepitoso. Ancora una volta aveva reagito alle difficoltà.
L’ennesima delusione
L’anno successivo la società del Perugia fallì e Antonio si ritrovò per la seconda volta disoccupato e senza soldi, con una famiglia e una figlia da crescere.
Molto spesso le persone giudicano senza sapere, senza vivere di persona gli eventi. Nel “Sistema calcio” gestire un giovane è molto difficile, specie quando subentrano le difficoltà, ed è in quel momento che devi venir fuori con il carattere.
Paolo Palermo
Arezzo (Serie B)
Campionato
Presenze: 39
Reti: 14
Coppa Italia
Presenze: 1
Si ritrovò così nuovamente libero di scegliere una destinazione. Ci confrontammo e decidemmo di andare ancora in B perché Antonio pensava che un campionato da protagonista nella serie cadetta lo avrebbe fatto crescere definitivamente. Tra tutte le società di B, l’Arezzo ci allettava di più: era una bella cittadina e in più aveva l’ambizione di fare un campionato da vertice. Firmò così 4 anni di contratto. Rimase per soli due anni; devo dire due anni splendidi perchè Antonio ha avuto la fortuna di vivere in una città che lo ha amato e coccolato da subito, e che, giorno dopo giorno, gli è entrata nel cuore assieme a tutti i propri tifosi.
Condotto da leader, il primo anno vide Antonio vincitore del Cavallino d'Oro, prestigioso premio aretino assegnato al giocatore più forte dell’anno. Collezionò 14 reti ed ebbe molte richieste di club di serie A ma ovviamente il presidente Mancini, deluso dai mancanti play-off per un soffio, volle trattenerlo ancora per il secondo anno con l’obiettivo di tentare la promozione.
Paolo Palermo
Arezzo (Serie B)
Campionato
Presenze: 40
Reti: 14
Coppa Italia
Presenze: 7
Reti: 3
La seconda stagione purtroppo non fu la stessa, lottarono per non retrocedere e fino a gennaio Antonio, assieme ai suoi compagni di squadra, cercò in tutti i modi di risollevare la classifica. Arrivò a gennaio un’ altra richiesta di serie A, il Messina, ma ancora una volta Mancini non cedette. Giustamente disse che lo avrebbe lasciato andare solo dopo la salvezza. Antonio, decise di lavorare sodo e di arrivare a Giugno contribuendo in prima persona alla salvezza dell’Arezzo.
Nel girone di ritorno collezionò 9 reti che aggiunte alle 5 già realizzate consentirono alla squadra di raggiungere i punti necessari per non retrocedere ed ancora una volta, per il secondo anno consecutivo, vinse il Cavallino d’Oro. Ad Arezzo fu un anno bellissimo, una rincorsa alla salvezza alla quale tutti contribuirono con in testa i 14 gol di Antonio. L’Arezzo riuscì a raggiungere la salvezza sul campo tuttavia fu defraudata di quella spettacolare salvezza e retrocesse in C1 per un illecito sportivo che grida ancora vendetta. Infatti, in quel illecito, nessuna persona riconducibile alle società è stata scritta nel registro degli indagati.
Antonio ci rimase male perchè per un calciatore una retrocessione non è mai buona cosa, a maggior ragione quando si è legati alla città e ai propri tifosi come nel caso di Arezzo.
Paolo Palermo
Udinese (Serie A)
Campionato
Presenze: 37
Reti: 3
Coppa Italia
Presenze: 5
Reti: 1
Un giorno arrivò la telefonata di Leonardi, allora dg dell’udinese. L’incontro per definire prima l’acquisto in compartecipazione con l'Arezzo, poi il contratto economico del giocatore si svolse nella sede aziendale del Presidente Mancini in un pomeriggio, ad Arezzo, e durò ben 7 ore. Fù una trattativa molto difficile poichè dovettero discutere prima le due società la cifra della compartecipazione e, successivamente, i fidati legali il contratto economico di Antonio con l’Udinese.
Finalmente la serie A: il sogno di Antonio si era avverato!
Il contratto con l’Udinese prevedeva, oltre ad un fisso, dei premi in base a presenze e goal, rigori procurati e assist. In conferenza stampa per la presentazione del nuovo acquisto, prese la parola Leonardi il quale, davanti a 25 giornalisti, lodè Antonio e l’avvocato Fogliamanzillo perché avevano voluto a tutti i costi l’Udinese, nonostante la trattativa non fosse stata facile.
Ad inizio campionato Antonio era molto entusiasta ma dopo poco si rese conto che in quella realtà si doveva misurare con giocatori più esperti di categoria, che molto spesso si trovava solo a sostituire. Tutto sommato fu un’annata soddisfacente…segnò 3 gol, sempre come prima sostituzione.
Paolo Palermo
Udinese (Serie A)
Campionato
Presenze: 33
Reti: 7
Coppa Italia
Presenze: 1
Coppa UEFA
Presenze: 8
Reti: 1
Alla seconda stagione Antonio ha debuttato in Uefa realizzando un gol spettacolare a Dormund. Visse un anno di continua concorrenza alla ricerca del posto da titolare con Fabio Quagliarella realizzando 33 presenze, 7 reti in campionato, 1 in coppa Europa, 9 assist e procurando 7 rigori. Paolo Palermo
Udinese (Serie A)
Campionato
Presenze: 32
Reti: 9
Coppa Italia
Presenze: 2
Si è conquistato così il rinnovo per altri due anni del contratto, ovviamente adeguato ai risultati positivi collezionati. Oggi Antonio è molto contento di vivere a Udine, diventata la sua città adottiva. Le figlie, poi, hanno già preso le cadenze e l’accento friulano.
Nessuno si sarebbe aspettato un 2010 così travagliato, visto l’organico a disposizione. Antonio è riuscito a disputare 42 partite e a collezionare 9 reti. Spero con tutto il cuore che questa favola si possa un giorno concludere in modo idilliaco, con la convocazione in Nazionale.
Uno scugnizzo??? No, un Principe!!!
Un ragazzo nato e cresciuto in un quartiere di Napoli come il Rione Traiano fa pensare immediatamente ad uno “scugnizzo”, un ragazzo di strada con modi poco ortodossi o con la puzza sotto il naso. Ma Antonio è l’esatto contrario. Un ragazzo dall’animo nobile, quasi principesco, leale e con valori radicati.
Alcuni aneddoti raccontati da Paolo Palermo
Aveva 13 anni quando lo conobbi e, senza volermi sostituire alla famiglia, pensai di dovergli insegnare come affrontare i sacrifici, reagire alle difficoltà e stare in campo ma mi accorsi che valori quali il coraggio, la lealtà, la riconoscenza e la correttezza già facevano parte del suo bagaglio genetico. E li dimostrava ogni giorno.
Faccio un esempio. Dopo il debutto in serie A venne avvicinato da un magazziniere del Napoli che, in privato, gli consigliò di affidarsi ad un procuratore più importante che gli avrebbe permesso di fare una carriera migliore. Antonio rispose che era già rappresentato da un procuratore “importante” e aggiunse che gli sarebbe rimasto fedele per sempre.
Aveva 18 anni… un vero uomo... un vero PRINCIPE!!
Questa dettagliata ed emozionante biografia di un giovane ragazzo napoletano che è riuscito a coronare il suo più agognato sogno è stata realizzata grazie all’indispensabile e meritoria opera del suo fedele amico Paolo Palermo.
Paolo Palermo


















